Un retroscena

Pubblicato da Paola Zacchi il

Oggi vogliamo raccontarvi un retroscena della storia che conoscete già. Vogliamo che sappiate come tutto è cominciato, qual è la mente che architetta e inventa, che ha avuto l’idea e l’ha trasformata in realtà. In questo mondo in cui il consumismo la fa da padrone, gli oggetti spesso ci sembrano copie di copie, perdono valore e una volta trascorso del tempo li abbandoniamo o gettiamo, proprio perché possiamo acquistarne di nuovi che soddisfino i nostri bisogni al momento giusto. C’è qualcuno che però, un giorno, si è fermato e ha pensato che questo circolo vizioso, questo continuo comprare e buttare, non rendesse onore agli oggetti che ci hanno fatto compagnia per molto tempo, a cui ci siamo affezionati. Senza contare l’enorme spreco che ne deriva e ingrandisce le discariche di tutto il mondo. Perché non trovare una soluzione che giovi a noi e, perché no, anche all’ambiente? Questo fu lo spirito che animò Es. Una semplice sigla, nulla di più sappiamo su quest’artista anonimo.Certo, semplice e concisa, ma d’impatto, in quanto riassume bene il suo obiettivo: dare una nuova vita, una nuova Essenza, un nuovo modo di Essere. Così, cominciò a trasformare vecchi oggetti in pezzi unici, grazie a pennellate di colore, oppure donandogli una nuova funzione, che potesse far vedere gli oggetti sotto un’altra luce, da una nuova prospettiva. Da una bottiglia vuota, nacque un vaso. Una vecchia poltrona sbiadita, si riaccese di colori dopo essere stata interamente ridipinta. Pian piano, sempre con nuove modalità, il suo studio si riempì di articoli unici e speciali. Tanto più colorato diventava il suo studio, quanto più cresceva il desiderio di mostrare agli altri il suo lavoro, nella speranza di diffondere la sua idea e far crescere il suo progetto.

Noi crediamo nell’intento di Es e abbiamo deciso di appoggiare la sua impresa: nasce così NONé da buttare.


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